Centrale del Latte di Cesena, Bagnolini confermato presidente

Nonostante le difficoltà che l'abolizione delle quote latte da parte dell'Unione Europea sta creando al settore, la Centrale del Latte di Cesena va avanti sulla strada della trasparenza, della freschezza e della qualità. Ma non mancano le preoccupazioni per un settore messo a dura prova. Sono queste le considerazioni emerse durante l'assemblea sociale della cooperativa, che si è svolta lo scorso 19 aprile nella sede di Martorano. In quella circostanza è stato approvato il bilancio 2014 ed è stato eletto sia il nuovo Cda che il collegio sindacale.

Nel corso della riunione della cooperativa di Martorano, l'unica realtà latteario-casearia ancora autonoma in Emilia-Romagna, è stata esaminata con preoccupazione la recente eliminazione delle quote latte da parte dell'Unione europea a partire dallo scorso 1 aprile e gli effetti che questo potrà avere.

L'assemblea ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto lo scorso anno, e ha nominato i nuovi componenti del cda per il triennio 2015-2018, che erano già consiglieri nel precedente mandato, e precisamente Renzo Bagnolini, Vittorio Lasi, Terzo Gessaroli, Ezio Giovannetti, Lorenzo Scalabrin.

Lo scorso 28 aprile invece si è riunito il Cda della Centrale del latte di Cesena per l’elezione del presidente e vicepresidente, che ha confermato all’unanimità la presidenza uscente per il triennio 2015-2018, ovvero come presidente Renzo Bagnolini (nella foto) e come vice presidente Vittorio Lasi.

Il presidente neoeletto ha ribadito la determinazione nel proseguire la politica adottata dalla cooperativa negli ultimi anni, che si è dimostrata vincente e apprezzata dai consumatori e preoccupazione per la recente abolizione delle quote latte. “Con l’abolizione delle quote latte - spiega il presidente Bagnolini -  l'Unione europea cancella oltre trent'anni di regole di produzione in Europa per tutto il settore, con il crollo delle quotazioni del latte che a distanza di un mese si è già verificata come previsto, con l’incremento delle produzioni soprattutto in alcuni Paesi europei”.

“Il latte italiano è in difficoltà – prosegue Bagnolini -. Molte aziende zootecniche nazionali sono a rischio di chiusura per l’arrivo di latte europeo a prezzi di mercato di circa 30 centesimi al litro, a fronte di quotazioni del latte italiano di circa 35 centesimi a litro, che sono al di sotto dei costi di produzione. La nostra cooperativa, essendo in un territorio non vocato alla produzione di latte, non riuscirebbe a sostenere adeguatamente le stalle dei propri soci con questi prezzi, in quanto i loro costi di produzione sono ancora più elevati rispetto alla media italiana. La Centrale del Latte di Cesena, per far fronte a questa situazione di mercato, continuerà con determinazione a percorrere la strada intrapresa del Km zero e della trasparenza per il consumatore finale, utilizzando solo latte romagnolo dei propri soci, apponendo sulle confezioni di latte e formaggi la reale provincia di provenienza del latte, con una tracciabilità giornaliera fino alla stalla di origine consultabile nel nostro sito. La speranza è che questo sforzo venga recepito dai consumatori, riuscendo così a far sopravvivere i nostri soci e la cooperativa, che dà lavoro complessivamente a circa 80 famiglie del territorio e distribuisce capillarmente tutti i giorni i propri prodotti con una ventina di automezzi di proprietà in tutta la Romagna, a testimonianza del km zero”.