TEMPO DETERMINATO: GLI INTERVALLI DOPO IL DECRETO LAVORO

Il Ministero del Lavoro ha pubblicato la nota n. 5426 del 4 ottobre 2013, intervenendo
nuovamente in materia di intervalli temporali fra due contratti a termine.
I chiarimenti forniti si sono resi necessari a seguito delle modifiche occorse alla Riforma
Fornero (l. n. 92/2012), introdotte dal Decreto Lavoro (art. 7, comma1, lettera c, del DL n.
76/2013, convertito nella legge n. 99/2013).
Più in particolare, il Ministero, con la nota in oggetto, chiarisce alcuni dubbi in merito alla
corretta applicazione delle pause obbligatorie tra due contratti a tempo determinato; infatti,
mentre la legge Fornero aveva inizialmente previsto una pausa obbligatoria di 60 o 90 giorni –
a seconda della durata del contratto inferiore o superiore a 6 mesi –, con la possibilità, per la
contrattazione collettiva di diminuire l’intervallo a 20 o 30 giorni, il Decreto Lavoro ha riportato
tali termini a 10 o 20 giorni.
In seguito a questo ultimo intervento appare evidente, e il Ministero lo conferma con la nota n.
5426, che la flessibilità in capo agli accordi stipulati dalla contrattazione collettiva prima del
Decreto Lavoro sia ad oggi superata definitivamente; invece, per quanto riguarda gli eventuali
accordi stipulati a partire dall’entrata in vigore del DL 76/2013 ( ricordiamo, il 28 giugno 2013)
potranno addirittura prevedere una ulteriore riduzione degli intervalli temporali, nonché un
azzeramento.
La nota del Ministero non prende in considerazione alcuni contratti collettivi che, tra l’entrata in
vigore della riforma Fornero e quella del Decreto Lavoro, avevano già previsto l’azzeramento
degli intervalli tra due contratti a tempo determinato. Stando alla lettera dei chiarimenti forniti
del Ministero, questa possibilità sembra contemplata solo nei casi in cui gli accordi siano stati
stipulati a partire dall’entrata in vigore del DL 76/2013.
E' il caso, ad esempio, della contrattazione del settore agroalimentare che prevede quanto
segue.
Le Parti a livello nazionale convengono l’assenza di intervalli temporali nel caso di assunzioni a
termine effettuate per ragioni di carattere sostitutivo (a mero titolo esemplificativo, lavoratrici
in maternità, ferie, malattia, etc.).
Quanto sopra definito, finalizzato ad incrementare l’occupazione e la competitività, in coerenza
con la specifica disciplina prevista dalla vigente normativa, sarà realizzato attraverso specifica
intesa al secondo livello di contrattazione su richiesta di una delle parti.
In questo caso, il recepimento al 2° livello, se successivo al 28-6-2013, è in linea con
l'interpretazione ministeriale.