Fedagri, riflessioni sulla cooperazione e sul ruolo della donna

 

Montefalco (Perugia), 25 ottobre 2013 – Con 186.000 soci le cantine sociali sono le cooperative agricole con il maggior numero di associati e rappresentano il 18,7% di tutti i soci della cooperazione agroalimentare italiana. Questo uno dei numeri più significativi emersi dallo studio sulle cooperative vitivinicole presentato oggi dal Prof. Carlo Borzaga, dell’Università degli studi di Trento, durante l’Assemblea Nazionale del Settore Vitivinicolo di Fedagri svoltasi oggi a Montefalco, in Umbria.

 

“Rispetto agli altri settori – ha spiegato Borzaga – il vitivinicolo si caratterizza per una struttura produttiva più polverizzata, in cui la cooperazione rappresenta uno strumento particolarmente strategico. Tra i vantaggi della forma cooperativa, ricordiamo la maggiore dimensione, la capacità delle cooperative di integrare funzioni più sofisticate per contrastare il potere di mercato dei distributori, il maggior valore aggiunto prodotto e trasformato in remunerazioni ai soci, che risultano maggiori di quelle offerte dal mercato”.

 

L’importanza del modello cooperativo all’interno del tessuto economico nazionale è stato quindi evidenziato dalla professoressa Alessandra Smerilli dell’Università Cattolica di Roma. “Le soluzioni più innovative sono quelle in cui si vince tutti insieme - ha dichiarato nel corso del suo intervento. “In determinate situazioni cooperare può aiutare a raggiungere soluzioni migliori rispetto a quando si va ognuno per conto proprio, ma per farlo occorre superare la mutua sfiducia e paura”.

 

La professoressa Smerilli ha quindi dedicato la seconda parte della sua relazione al ruolo della donna nella cooperazione. “Le cooperative in cui è più significativa la quota di partecipazione femminile – ha spiegato - sono quelle che resistono meglio alla crisi e che riescono a introdurre maggiori elementi di innovazione”.

 

I lavori assembleari sono stati conclusi da Fabiola Di Loreto, Vice Direttore di Confcooperative che ha messo in evidenza come “all’interno dell’organizzazione ci siamo posti a partire dallo scorso anno nella direzione dell’ascolto proprio per dare la possibilità ai cooperatori e alle cooperative di dare ciascuno il proprio contributo e di prendere parte in tal modo al progetto di cambiamento della Confcooperative”. Riguardo poi alla presenza delle donne, ha evidenziato come proprio di recente sono state inserite figure femminili nel management dell’organizzazione, con due donne chiamate a dirigere altrettanti dipartimenti, quello organizzativo e quello amministrativo.

 

Infine, ha dichiarato, “l’innovazione si fa anche con i cambiamenti generazionali ed è per questo che in Confcooperative si sta lavorando per inserire in organico nuove figure giovanili”.

 

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