Francesco Milza rieletto presidente di Confcooperative Emilia Romagna

Secondo mandato pieno per Francesco Milza alla guida di Confcooperative Emilia Romagna, associazione che riunisce 1.580 imprese cooperative con 228.000 soci, 86.000 addetti e un fatturato complessivo di 14,2 miliardi di euro.

L’Assemblea dei delegati riunitasi il 31 luglio in modalità mista (con una rappresentanza presente al Palazzo della Cooperazione di Bologna nel rispetto delle norme anti-Covid e la restante parte collegata in diretta streaming), ha riconfermato per altri quattro anni la fiducia al presidente uscente Milza, che guiderà l’Organizzazione regionale fino al 2024. La votazione si è svolta al termine dell’Assemblea “Costruttori di bene comune. Bisogni che sfidano il futuro” alla quale sono intervenuti in video-collegamento l’arcivescovo di Bologna card. Matteo Maria Zuppi, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli e il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini. Presenti, tra gli altri, anche i vertici nazionali di Confcooperative (il presidente Maurizio Gardini, il direttore generale Fabiola Di Loreto, il segretario Marco Venturelli) e i rappresentanti regionali di Legacoop e Agci.

Rinnovato nel corso dell’Assemblea anche il consiglio regionale di Confcooperative Emilia Romagna composto da 60 membri (un terzo le donne) e anche il collegio dei revisori dei conti. (GUARDA IL VIDEO)

Cinquantasei anni, socio e amministratore delegato della cooperativa di servizi logistici San Martino di Piacenza che dà lavoro a oltre 1.700 persone, Milza inizia così il suo secondo mandato pieno alla presidenza di Confcooperative Emilia Romagna dopo essere subentrato ‘in corsa’ a fine 2013 e dopo la riconferma nel 2016.

“Ringrazio tutti gli amici cooperatori per la fiducia che hanno nuovamente manifestato nei miei confronti – ha dichiarato Milza al termine delle operazioni di voto -. Negli ultimi quattro anni (2016-2019) le imprese del sistema Confcooperative Emilia Romagna hanno creato oltre 10.000 nuovi posti di lavoro ( 13,4%), dimostrando tutta la loro vitalità economica e capacità di resilienza. Ma oggi il futuro si presenta molto più incerto. Ci aspettano quattro anni difficili, caratterizzati dalle conseguenze economiche e sociali dell’emergenza sanitaria Covid-19. Dovremo ripensare modelli organizzativi, produttivi e di erogazione dei servizi, dimostrando di essere costruttori di bene comune anche in questa situazione”.