Confcooperative Romagna, approvato il progetto

Il consiglio regionale di Confcooperative Emilia-Romagna ha approvato il percorso per arrivare a Confcooperative Romagna. La settimana prossima ci sarà il passaggio negli organismi nazionali, poi saranno convocati i consigli territoriali di Confcooperative Forlì-Cesena e Confcooperative Ravenna-Rimini, così entro fine novembre ci sarà l'assemblea di unificazione.

A tracciare la rotta è stato il presidente di Confcooperative Forlì-Cesena, Mauro Neri. "Ci sono stati momenti non facili, ma abbiamo discusso in modo costruttivo e alla fine l'importante è fare le cose bene - ha ricordato - Siamo riusciti a concludere un'operazione in cui le due Unioni non si uniscono per un bisogno, ma con un progetto che mette insieme due Associazioni con 70 anni di storia. L'obiettivo resta sempre quello di rappresentare al meglio le cooperative".

Confcooperative Romagna sarà una delle più importanti Associazioni a livello nazionale: 640 cooperative aderenti, 165.000 soci, 39.000 occupati con 20.000 donne, 1,7 miliardi di patrimonio netto e 7 miliardi fatturato. Con imprese di dimensioni nazionali e, in alcuni casi, anche internazionali.

Mauro Neri ha rivolto un ringraziamento particolare al presidente regionale Francesco Milza che "anche nelle discussioni più delicate, con la sua calma ci ha sempre riportati al tavolo, indirizzandosi all'obiettivo anche quando ci allontanavamo. Desidero rivolgere un ringraziamento anche al presidente Maurizio Gardini, che ci ha aspettato con pazienza, senza fare forzature; e poi come non ricordare la direttrice Fabiola Di Loreto, come supervisore l'abbiamo sempre sentita molto vicina. Io sono solo uno dei tanti che ha lavorato con Luca Bracci, Carlo Dalmonte, Antonio Buzzi e Pierangelo Laghi, così come non va dimenticato l'impegno dei consigli di presidenza delle due Associazioni, che si sono sempre impegnati per arrivare all'obiettivo. Stesso discorsi per i due direttori, Andrea Pazzi e Mirco Coriaci, soggetti primari di questa partita".

Negli ultimi sei mesi, nonostante il difficile quadro dettato dalla pandemia, il percorso di fusione ha subito un'accelerazione. "Non dobbiamo sprecare questa situazione che stiamo vivendo, come ha detto Papa Francesco - ha spiegato Neri - Dobbiamo essere pronti a sfruttare le opportunità e gestire al meglio le situazioni negative. Il vero lavoro inizia adesso, dopo l'approvazione dello statuto saremo chiamati a strutturare questo nuovo ambito territoriale, integrando due associazioni che non sono speculari, contaminando entrambe con i modelli positivi adottati".