L'emozionante ordinazione episcopale di don Erio

L'ordinazione episcopale di don Erio Castellucci è stata un momento emozionante anche per Confcooperative Forlì-Cesena.

Un palafiera di Forlì gremito, le parole del vescovo Lino e poi quelle di don Erio, nuova guida della Diocesi di Modena Nonantola, hanno toccato tutti i nostri cuori.
Don Erio lo sentiamo molto vicino. Nel 2014 è stato uno dei relatori alla nostra Assemblea generale, e anche quest'anno ci ha onorato della sua presenza e del suo saluto all'Assemblea tenuta a Cesena.
Accoglienza, Ascolto e Accompagnamento, questo l'invito del nuovo vescovo di Modena. Che al palafiera ha ricordato anche don Dario Ciani, fondatore di Sadurano.

"Penso a due straordinarie donne forlivesi, Benedetta Bianchi Porro e Annalena Tonelli", ha detto don Erio nel suo saluto. "Penso alle persone care che hanno già attraversato il velo della morte, e soprattutto ai miei genitori, al mio parroco don Varo, a don Carlo, alle centinaia di amici, parenti e conoscenti – laici, preti, religiosi – che ho conosciuto e amato. Da tutti ho ricevuto qualcosa. Anche dai più giovani, come Debora, educatrice di AC di Villanova, maestra di vita, nonostante la sua breve esistenza terrena; o Andrea, seminarista di Forlimpopoli morto a 29 anni, indimenticabile testimone della passione per Cristo. Penso anche al caro don Dario, scomparso poche settimane fa, che due giorni dopo la nomina mi aveva inviato una lettera in cui tra l’altro scriveva: “mantieni in tutto quello che farai e dirai la semplicità, la forza, l’umiltà di testimone fedele di Gesù. Parole che si sono scolpite nell'animo e riassumono le centinaia di lettere e messaggi ricevuti in questi mesi. Ringrazio le tante persone viventi, voi, che mi avete regalato tempo, amicizia e testimonianza. In questi mesi sono stato letteralmente travolto dalle attestazioni di stima e affetto e mi rammarico di non avere potuto dedicare a tutti un'attenzione adeguata.

Nel suo intervento al palafiera ha poi aggiunto. "Vorrei che tutto questo patrimonio di fede e affetto non evaporasse nella nostalgia, ma venisse con me a Modena, come un tesoro a cui attingere nel mio nuovo ministero. La gratitudine si estende a Papa Francesco, al quale ho avuto modo di dire, in un brevissimo scambio di battute, che “ero un parroco felice”, ricevendo incoraggiamento e sostegno. Chi mi conosce da tempo, non faticherà a credere che oggi, piuttosto che con l’anello, la mitria e il pastorale, mi sentirei meglio a mio agio con il caschetto, la piccozza e un paio di ramponi. Adesso però la Chiesa mi manda a compiere questa escursione. È importante, come nel ghiacciaio, la corda: non procedere mai in solitaria, ma legati, con passo unito e costante, in modo da affrontare il freddo, i crepacci e la stanchezza. Spero che rimaniamo uniti nella stessa cordata e continuiamo a camminare insieme. Ci accompagnino tutti i santi forlivesi e bertinoresi, in particolare San Mercuriale, San Ruffillo e la Beata Vergine del Fuoco e del Lago. Grazie di tutto".

Ma siamo noi a ringraziare don Erio, rivolgendogli un abbraccio pieno d'affetto e gratitudine.