Cuore di Romagna: sfida per l'innovazione e l'efficienza delle imprese

Il Piano di Sviluppo 2018-2020, promosso da Confcooperative Forlì-Cesena all’inizio del 2018, il cui titolo recita “Cuore di Romagna”, è di fatto un progetto che si propone di promuovere il modello cooperativo nei principali contesti del nostro tempo, tramite una rappresentanza dinamica unita a servizi innovativi, rivolto in primo luogo alle imprese associate, ma in definitiva a tutto il comparto produttivo romagnolo, con l’obiettivo dichiarato di fungere da supporto di qualità per affrontare il mercato da protagonisti.

“Se i primi mesi dell’anno – spiega Mirco Coriaci, direttore di Confcooperative – sono di fatto serviti per mettere a punto le varie fasi del progetto e per attivare azioni di divulgazione dell’iniziativa, oggi possiamo dire che stiamo raccogliendo i primi frutti di quanto abbiamo seminato. Ma desidero fare un passo indietro e ribadire i concetti base che hanno spinto la nostra organizzazione in questa direzione: in primo luogo è sotto gli occhi di tutti lo sgretolamento di un sistema economico obiettivamente malato basato su lobbies e mercati protetti, contesti in cui anche le imprese con scarsi coefficienti qualitativi sono riuscite a sopravvivere per tanti anni. Oggi la logica è totalmente cambiata e non solo per effetto della crisi economica: sul mercato ci stanno e conquistano spazi solo quelle realtà in grado di fare innovazione, di mettere in campo creatività e di offrire servizi e prodotti di qualità al giusto prezzo. E’ un percorso irreversibile e, per certi versi, anche spietato. Bisogna che ce lo mettiamo in testa: oggi gli spazi per imprese di altro tipo sono ridotti al lumicino. Quindi ci siamo chiesti cosa fare, come organizzazione di imprese, per supportare al meglio queste nuove tendenze. La risposta è stato il Piano “Cuore di Romagna”, una sorta di sfida per comunicare non solo alle imprese cooperative socie, ma a tutto il comparto produttivo romagnolo che Confcooperative non solo c’è, ma guarda al futuro in maniera efficace, promuovendo azioni di potenziamento e di innovazione e, in certi casi anche di correttivo della propria attività, al fine di essere un supporto di qualità per le aziende”.

Le carte che Confcooperative Forlì-Cesena ha messo in campo, tramite Cuore di Romagna, sono riconducibili a più ambiti produttivi, quali piattaforme informatiche, compliance, certificazioni, appalti, bandi e gare, start- up, area giovani, economia circolare e finanza ambientale.

“Cuore di Romagna – continua Coriaci – per noi ha significato un importante investimento anche nel campo della formazione delle risorse umane: è il caso del nostro funzionario Riccardo Nascè, che, a seguito di un master in “Food Safety Management”, oggi è un professionista in termini di rintracciabilità e sicurezza alimentare, in grado di supportare le imprese agroalimentari per definire sistemi di gestione della qualità e della tracciabilità delle produzioni, al fine di conseguire le certificazioni (HACCP, UNI EN ISO 22000, BRC IFS, ISO 22000 FSSC, FOOD Defence), indispensabili per potere avere chance commerciali presso la GDO o sui mercati internazionali. Altro aspetto di rilievo, curato da Simone Ferri (CESECO, società di servizi di Confcooperative) riguarda il mondo della fatturazione elettronica: oggi siamo in grado di offrire alle imprese associate (specie quelle più piccole) un accesso al sistema centralizzato della nostra organizzazione, per espletare tali adempimenti, senza investimenti in software dedicati. Medesimo discorso riguarda anche le nuove disposizioni in materia di Privacy (il cosiddetto GDPR in vigore dallo scorso 25 maggio), sul quale è attivo un servizio di consulenza garantito da Veronica Alessandrini (CESECO), grazie al quale le imprese socie possono essere accompagnate correttamente nei meandri burocratici previsti dalla nuova Normativa Europea”.

Un altro ambito su cui Confcooperative Forlì-Cesena sta insistendo con forza è quello relativo al welfare aziendale, un contesto che crea vantaggi fiscali per le imprese e, nello stesso tempo, produce benefici per dipendenti, soci/lavoratori e soci/conferitori, favorendo di fatto un consolidamento del rapporto fiduciario fra le imprese e i propri addetti: anche su questi aspetti l’organizzazione ha attivato un servizio di consulenza grazie alla professionalità di Enrico Frattini (CESECO). Infine, e non certo per importanza, da ricordare anche il supporto per l’individuazione degli strumenti finanziari più idonei per affrontare al meglio investimenti con forte impatto sull’ambiente (riduzione inquinamento, risparmio energetico ecc…), aspetti sui quali c’è forte sensibilità sia da parte dell’Ente Pubblico (vedi il Fondo Energia della Regione Emilia-Romagna) che anche degli istituti Bancari Privati. Anche in questo contesto Confcooperative Forlì-Cesena ha attivato un servizio di accompagnamento nella persona di Riccardo Cappelli, grazie al quale viene offerto un supporto nell’identificazione dei prodotti finanziari più idonei e convenienti, unito alla progettualità di un business plan che tenga conto delle tre dimensioni basilari dell’investimento, ovvero redditività, sostenibilità economica e livelli di beneficio ambientale.

“In tutto ciò – conclude Coriaci – non vogliamo certamente dimenticare le nostre origini e i nostri valori fondanti, quali la centralità della persona umana e la dignità del lavoro, anzi questi aspetti valoriali, uniti all’assoluto bisogno di innovazione e qualità dei processi produttivi, sono gli ingredienti vincenti per vivere il presente e progettare il futuro”.